giovedì 31 gennaio 2013

Operatività belluscone mese gennaio 2013

Sistema multiday
segnali  postati dopo ore 19 da eseguire alle ore 22,00
profit a 1% o 2% o 3% da entrata

FTSE MINI  operatività sconsigliata. ho segnato a scopo didattico.
28/12 -  short 16.305 -02/01 -  long 16920
02/01 -  long 16.920 - 10/01 - flat 17.445
-------------------------------------------------------
MINI EURO FX (1250€)
07/11 - long 1,3122 - short  1,3070
09/01 - short 1,3070 -10/01 -  flat 1,3200
15/01 - short 1,3319 -17/01 - long 1,3378
17/01 - long 1,3378 - 25/01 - flat 1,3468
------------------------------------------------------
E MICRO GOLD in prova non in tempo reale-(600€)
03/01 - short 1665 - 04/01 flat 1632
23/01 - short 1685,4 - 24/01 flat 1669
29/01 - long 1662 - 30/01 flat 1678 
31/01 short 1665,4
------------------------------------------------------
MINI NASDAQ100-(1700€)
31/12 - long 2656 - 03/01 - flat 2736
04/01 - short 2718,25- 09/01- long 2722,5
09/01 - long 2722,5 - 10/01 - flat 2743
14/01 - short 2730,2 - 17/01 - long 2741,5
17/01 - long 2741,5 - 24/01 - short 2717,6
24/01 - short 2717,6- 29/01 - long 2738,8
29/01 - long 2738,8- 31/01 - short 2727,4
------------------------------------------------------
MINI DOW ($5)-(2150€)
02/01 - long 13.338 - 07/01 - flat 13.338
08/01 - short 13.267 - 09/01 -long 13.328
09/01 - long 13.328- 10/01 - flat 13.329
31/01 - short 13.815 
------------------------------------------------------
MINI S&P500-(2950€)
31/12 - long 1422 - 03/01 - flat 1453
___________________________________________________________
IL PUNTO GIORNO 31/01
euro ----
nsdq----short ore 22 sott 2730,6
dow-----short ore 22 sotto 13823
s.and.poors----short 1493,75

gold----short 1662,4

giovedì 24 gennaio 2013

L’ IMU ERA PER MONTEPASCHI

Riassumendo MontePaschi a dicembre scorso ha ricevuto 23 miliardi dalla BCE con l'LTRO all'1%, con cui ha comprato BTP che in media le pagano un 5% e su cui guadagna quindi un miliardo circa come differenziale di interesse. Nonostante questo regalo ora riceve dallo stato altri 3.9 miliardi, ma su questi pagherà un 10% circa, quindi 10 volte di più di quello che potrebbe pagare se emettesse debito a breve che oggi per le banche italiane è sotto 1%.

Mps: Viola, 'cedola annua Monti bond al 9%, +0,5% ogni due anni'
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 23 gen - "La banca sui Monti bond paga un interesse annuo del 9% che si incrementa dello 0,5% ogni due anni". Lo ha detto l'amministratore delegato di Banca Mps, Fabrizio Viola, intervistato da Sky Tg24, spiegando che "la banca e' impegnata al rimborso fino all'ultimo euro di questo prestito su un orizzonte temporale a medio termine. Per lo Stato si tratta di un investimento finanziario e non di una spesa, un investimento finanziario che ha un buon rendimento, superiore a quello che e' il costo medio che lo Stato paga per il suo debito pubblico". (1)

non è un errore di stampa o di agenzia... se pagano un 9-10% su 3.9 miliardi di Monti Bond come razzo fanno a chiudere un bilancio non in perdita nei prossimi anni ? Ovvio che vanno sotto e infatti "si ragiona su un aumento di capitale da 1 miliardo (2) , che finirà per ridurre definitivamente al ruolo di comprimario la Fondazione Mps, oggi ancora azionista di riferimento con il 36 per cento.

Viola ha anche chiarito l'utilizzo dei cosiddetti Monti-bond: "Sono delle obbligazioni emesse dalla banca - ha spiegato - e sottoscritte dallo Stato, che per le loro caratteristiche sono equiparati al capitale...". Sicuro, non esiste oggi un solo bonds nemmeno nell'Africa nera che paghi un 9%, questo è un altro aumento di capitale mascherato che però costerà così caro da necessitare un aumento di capitale a scapito degli azionisti

A proposito Monti questi 3.9 miliardi da dare a MontePaschi li ha presi con l'IMU, in pratica. In TV Monti ha dichiarato che "l'IMU è necessaria ...perchè le case consumano risorse pubbliche" tipo illuminazione pubblica, asfaltare strade...cioè se tu ti compri una casa costi allo stato (anche se paghi già tasse per acqua, luce, gas, spazzatura...). Balle ovviamente, gli servivano alcuni miliardi per evitare di nazionalizzare MontePaschi. Ma gli italiani sono dei masochisti e tra un mese rimandano Monti al governo

"Mps: Viola (Ad), Consob e Bankitalia non informate su derivati" (3) cioè hanno falsificato i conti per nasconderli alle autorità. Peccato che il magistrato Ingroia sia ora impegnato con le elezioni, se era ancora in magistratura poteva incriminare tutti al MPS a partire dall'avvocato calabrese Mussari (perchè dicono sempre che MPS è un istituzione "tutta senese" ? la comandava un calabrese che rispondeva al pugliese D'Alema e all'emiliano Bersani)

Leggi anche il pezzo di Fabio Bolognini qui su MPS (4) che illustra le sfacciate balle raccontate per due anni dai suoi capi

Giovanni Zibordi
www.cobraf.com
24.01.2013

1) http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/azioni/pagine/dettaglioazioninotiziepull/dettaglioazioninotiziepull.php?QUOTE=%21BMPS.MI&PNAC=nRC_23.01.2013_18.53_487
2) http://www.lorenzonipartners.com/index.php/138-l-europa-da-l-ok-ai-monti-bond-e-mette-sotto-esame-il-piano-mps
3) http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201301231937-ipp-rt10378-mps_viola_ad_consob_e_bankitalia_non_informate_su_derivati
4) http://www.linkerblog.biz/2013/01/23/monte-paschi-bugie-con-le-gambe-corte/

lunedì 21 gennaio 2013

Italia BOT E BTP NON SONO PIU’ GARANTITI

Ebbene, eccovi un’interessante notizia. Da quest’anno, come stabilito nel trattato che istituisce il fondo salva stati (ESM), tutti i paesi europei sono obbligati ad applicare le Clausole di Azione Collettiva (CAC) sui propri titoli di debito pubblico di nuova emissione. Leggete qui il comunicato del ministero del'economia e delle finanze. Cosa sono le CAC? Esse sono postille (vere e proprie clausole vessatorie) previste sui nuovi titoli di stato di durata superiore a 12 mesi, emessi da ogni paese europeo aderente all’ESM ( leggi qui il trattato), con la prima cedola scadente a partire dalla data del 1 gennaio 2013.

Le CAC regolano la possibilità, per uno stato che versa in una condizione di crisi del debito sovrano, di ricontrattare interessi, scadenze e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. Gli accordi europei prevedono espressamente che l’emissione di titoli di debito pubblico con le CAC non deve superare il 45% del totale emesso in un anno ( leggi qui le linee guida del dipartimento del tesoro, sulla gestionde del debito pubblico del 2013).

In pratica, grazie al trattato che istituisce il fondo salva stati (a cui anche l’Italia ha aderito), BOT e BTP non saranno più garantiti dallo stato. Ogni paese europeo, infatti, potrà legittimamente rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori, facendo saltare all’aria gli accordi originari divenuti per esso insostenibili (un po’ come già accade in Italia con la previdenza sociale; passano gli anni e lo stato modifica continuamente le condizioni per andare in pensione, facendo subire un danno al contribuente il quale vede sempre di più allontanarsi il giorno in cui poter accedere alla pensione e sempre più diminuire la sua entità).
Il limite di emissione del 45% è sicuramente una tutela affinché la maggior parte dei titoli di debito pubblico di nuova emissione resti garantito così come lo sono sempre stati. Ma io non ci conterei troppo; quanto tempo passerà affinché tale limite venga modificato e aumentato, fino ad avvicinarsi al 100%? Che grado di affidabilità avrebbero questi titoli nei confronti degli investitori, di cui lo stato emittente può cambiare le condizioni iniziali di sottoscrizione, quando e come più conviene ad esso? Certo, il rendimento di questa nuova tipologia di titoli pubblici sarebbe più alto rispetto a quelli tradizionali, proprio perché in essi sarebbe insito il rischio di ricontrattazione in negativo da parte dello stato, in caso di  default. Ma se ciò è espressamente previsto in queste CAC le quali, per legge, possono essere aggiunte ai titoli di debito pubblico di nuova emissione, allora questo trattato sfaterebbe il secolare mito, secondo il quale investire in titoli di stato sarebbe un investimento sicuro. In definitiva, dal 2013 il fallimento di uno stato è previsto per legge.
Noi, umili blogger studiosi dei fenomeni economici, sono anni che mettiamo in allerta le famiglie risparmiatrici circa il fatto che i titoli pubblici non sono sicuri come ci hanno sempre insegnato, che gli stati come l’Italia sono a rischio di fallimento. Ci è stato sempre replicato (soprattutto dagli economisti, quelli sapientoni) che un soggetto statale è un’entità troppo grande per fallire e non garantire il proprio debito. Ma allora, se così fosse, perché prendere l’iniziativa di adottare queste clausole che, di fatto, pongono gli stati in una posizione privilegiata rispetto all’investitore, in caso di rischio? A quale rischio lo stato si cautelerebbe, grazie all’adozione di queste clausole, se non a quello di finire con le gambe all’aria?
Visto che la legge è la legge, da oggi è certo, lo possiamo dire tutti (anche quegli economisti sapientoni) che i titoli di debito pubblico non sono titoli da investimento sicuro e che uno stato può fallire. Adesso lo dice anche la legge!
Pasquale Marinelli
 

 Link: http://www.pasqualemarinelli.com/index.php?subaction=showcomments&id=1358773206&archive=&start_from=&ucat=3&include_id=101

Monti is not the right man to lead Italy

1. IL BOLLETTINO DEI POTERI FORTI ANGLO-AMERICANI “FINANCIAL TIMES” METTE NELLA BARA DELL’”UNFIT TO LEAD” SUDARIO MONTI: “NON È L’UOMO GIUSTO PER GUIDARE L’ITALIA”
2. “HA DETTO DI AVER SALVATO L'ITALIA DAL BARATRO, O MEGLIO DA SILVIO BERLUSCONI, IL SUO PREDECESSORE. UN CALO DEI RENDIMENTI OBBLIGAZIONARI GLI HA FATTO GIOCO PER SOSTENERE QUESTA TESI, MA LA MAGGIOR PARTE ITALIANI SANNO CHE LO DEVONO AD UN ALTRO MARIO: DRAGHI, IL PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA”
3. “CON UNA COALIZIONE DI CENTRO-SINISTRA BERSANI-MONTI NESSUNO AVREBBE IL POTERE DI ATTUARE UNA POLITICA DETERMINATA. OGNUNO AVREBBE IL DIRITTO DI VETO”
4. “SE COSÌ FOSSE, L'ITALIA CONTINUERÀ A FINGERE DI AVER SCELTO DI RIMANERE NELL'EURO, MA SENZA CREARE LE CONDIZIONI PER RENDERNE L'ADESIONE SOSTENIBILE”

domenica 20 gennaio 2013

La politica economica italiana è un suicidio annunciato

Dovevano salvare l'Italia. E' con questo slogan che ogni provvedimento dei cittadini e delle imprese veniva giustificato. Impossibile far altro pena il fallimento del paese. Anzi, ringraziate.

Ma è proprio vero? Certo, molti se la sono bevuta, ma gli italiani sanno come hanno agito negli altri paesi europei ? Nel nord-europa hanno fatto le stesse politiche per salvare i loro paesi e farli crescere?

Ovviamente partiamo dalla Germania. La crisi tedesca inizia negli anni novanta. Tasse elevate, costo del lavoro elevato, disoccupazione elevata, aziende che migrano verso lidi più convenienti. Lo stesso Schumacher (come oggi Depardieu) ebbe a dire nei primi anni 2000 le tasse sono troppo elevate me ne vado in Svizzera. E così fece. La Germania affrontò i problemi con pragmatismo e con una politica opposta a quella operata da Monti e dall'Italia. Tra i principali provvedimenti troviamo la riduzione di 10 punti percentuali (la Merkel ha proposto una ulteriore riduzione di 2 punti) dell'imposizione fiscale, maggior flessibilità dell mercato del lavoro e riduzione del costo del lavoro, di quello che viene definito il cuneo fiscale ( pur essendo nello stesso settore i lavoratori di BMW, Volswagen e Opel hanno contratti di lavoro differenti l'uno dall'altro. Impensabile per i nostri sindacati), hanno ridotto la spesa pubblica inutile e ottimizzato gli interventi pubblici.

Ad esempio, hanno puntato su ricerca e innovazione creando un centro pubblico-privato per la ricerca e l'innovazione che ha funzionato in modo eccellente. In pratica hanno ridato competitività alle aziende e hanno creato le condizioni perchè fosse conveniente fare azienda in Germania e riportare capitali in patria. I risultati li conosciamo. Pil positivo vicino all'1% nel 2012 e una previsione di crescita dello 0,4% nel 2013.

In Svezia, invece, paese simbolo per anni di un socialismo quasi perfetto, hanno dovuto affrontare un debito elevato unito ad una forte disoccupazione e poca competitività del proprio sistema paese. Hanno dovuto intervenire modificando le loro impostazioni. Oggi, le tasse in Svezia sono inferiori a quelle italiane e la spesa pubblica è stata tagliata per un importo pari al 18% del PIL. In Italia il 18% del PIL corrisponde a oltre 300 miliardi di euro. Il paese si è ripreso, ha ridotto la disoccupazione e il debito, nel 2012 il Pil è cresciuto di circa 1,5%.

L'Irlanda paese PIIGS quasi fallito 2 anni or sono ha adottato una politica che ha mantenuto la tassazione al 12,5% in modo da consentire alle imprese di essere competitive e di crescere sui mercati internazionali. Inoltre, ha favorito gli investimenti di capitali provenienti dall'estero. L'Irlanda ha ridotto la spesa pubblica di un importo che in Italia corrisponderebbe ad un taglio di circa 180 miliardi di euro. L'Irlanda nel 2012 ha superato tutte le previsioni indicate dalla troika con un avanzo di bilancio del 10%, una riduzione del rapporto deficit/pil dal 30% all' 8% e un PIL cresciuto dello 0,9% e nel 2013 previsto ad un + 1,5%. Oggi assicurarsi contro il rischio di fallimento dell'Irlanda (credi default swap) costa meno che assicurarsi contro il rischio di fallimento dell'Italia. Grazie Governo Monti.

L'Inghilterra nel 2009 si è trovata con un rapporto deficit/Pil elevato, un debito pubblico in aumento ed una crisi finanziaria che ha costretto Cameron ad affrontare in modo drastico il problema. Anche l'Inghilterra non ha scelto la strada del professore. Taglio imponente della spesa pubblica, in media del 20% per ogni ministero, licenziamenti programmati di 500.000 dipendenti pubblici. Entro il 2015 il taglio sarà di 100 miliardi di sterline. Cameron, inoltre, ha diminuito le aliquote fiscali fino al 26% con l'obiettivo di raggiungere il 22% nel 2014. Ha stanziato importi da destinare esclusivamente agli investimenti delle imprese affinchè potessero innovare e creare posti di lavoro. I finanziamenti hanno aiutato a superare il problema di accesso al credito e hanno aiutato, anche se lentamente, l'occupazione grazie anche alla aumentata flessibilità del lavoro. Nel 3° trimestre del 2012 il PIL è cresciuto dell'1%. Nel 2013 è previsto un + 1,5% e nel 2014 un + 2%.

L'Olanda è intervenuta sulla spesa pubblica riducendola di ben 35 miliardi dal 2009. Importo importante considerando il PIL del paese.

La Danimarca ha provato la strada dell'aumento delle tasse, ma visto i risultati ha fatto retromarcia. Aveva aumentato l'imposizione fiscale sul tabacco, sui grassi e sugli alcolici. Ha scoperto che dopo questa manovra erano aumentate le vendite, ma diminuite le entrate dello stato. In pratica l'aumento della pressione fiscale aveva provocato evasione, perdita di posti di lavoro e consumatori che acquistavano all'estero. Come volevasi dimostrare. In pratica distruzione di risorse. Il PIL è cresciuto dello 0,9% e nel 2013 le previsioni parlano dell'1,7%.

Tutto questo dimostra che Monti non ha salvato nessuno, anzi ci ha affossato sempre più. E' strano che la caduta del governo di questo salvatore insostituibile abbia provocato come reazione dei mercati una diminuzione da lui mai ottenuta dello spread e un aumento delle borse europee. Sembrerebbe una liberazione più che una preoccupazione. Il PIL italiano subisce una perdita del 2,4% nel 2012 e nel 2013 si va da una previsione ottimisticamente una perdita dello 0,5% (Jp Morgan) fino ad un -2,5% di Nomura. La media prevede un -1,15%. Grazie Monti.

Per meglio capire ciò che succede basta analizzare i nostri politici e chi guida la politica economica.

Monti, economista per titoli, un politico lobbista nei fatti. Nessun economista degno di nome potrebbe asserire che l'aumento delle tasse in una nazione già martoriata dalle imposte porterà risultati positivi nel futuro. Così come non potrebbe sostenere che aprire un numero maggiore, ma con un limite massimo, di farmacie significhi aver fatto le liberalizzazioni. Già chiamarle liberalizzazioni è un abuso del termine e del concetto. Se poi si vuole sostenere che aumenteranno notevolmente il pil (dell'11 dichiarato da Monti nell'inverno scorso) è da chiedersi con chi si abbia a che fare. Ma se l'unica soluzione ad un paese che ha 800 miliardi di spesa pubblica e che arriva anche al 60% di tassazione è aumentare ancora le tasse, non c'è dubbio, questo personaggio non è un economista; liberale poi, un insulto. Contano i fatti, non le parole e i titoli. Ha scelto come compagni il gota dei politicanti come compagni.

D'altronde, scrive un'agenda in cui si enuncia, ma non si entra mai nel merito, di poca sostanza. Lo stesso Wall Street Journal l'ha bocciata ritenendola insufficiente. Troviamo scritto che le tasse forse, solo se sarà possibile si ridurranno e che la spending review non significa necessariamente ridurre la spesa, ma semplicemente spendere meglio per poi (forse visti i sondaggi) rilasciare interviste nelle quali dichiara che si devono assolutamente ridurre le imposte e tagliare la spesa pubblica. Grande coerenza.

L'economista del PD è Fassina. Deve essere specificato ogni volta perchè altrimenti nessuno percepisce chiaramente le sue qualifiche. Credo che quando parla nemmeno lui capisca perfettamente quello che dice. Penso che l'arretratezza e l'inadeguatezza del suo pensiero si evincano dalla proposta Bersani. Patrimoniale, patrimoniale e ancora patrimoniale (anche se in realta' il segretario del PD ha appena promesso che ridurra' tasse ai salari bassi e non imporra' patrimonialli, NdR). A fronte di tagli di spesa e di sprechi di decine, centinaia di miliardi Bersani afferma che l'imu sulla prima casa non si può tagliare perchè i 3,8 miliardi sarebbero impossibili da recuperarre.

Berlusconi ha dimostrato di essere un grande comunicatore. La sua grinta e la sua determinazione, considerando l'età, di fronte a dei colossi della comunicazione come Santoro e Travaglio sono risultati incredibili. Che dire, grande comunicatore... Peccato che poi ci sia la realtà. E la conosciamo tutti.

Vendola. E' un giovane vecchio. In senso negativo, ovviamente.
Ricorda il film Austin Power. Anche Vendola deve essere stato ibernato appena uscito dalla famosa scuola di Marx e scongelato in questi anni. E' completamente anacronistico. Sembra che viva in un altro periodo storico. L'impressione è che per lui l'economia sia un'appendice fastidiosa senza effetti reali nella società. Bisognerebbe farsela togliere. Patetico.

Grillo, un grande animale da palcoscenico, bravissimo nella contestazione e nell'evidenziare le pecche del nostro sistema, ma quando parla di proposte e di politiche economiche è carente e incompetente.

Ci sono anche i magistrati che discettano di economia. La sicumera con la quale Ingroia esprime la sua farneticante idea è incredibile.

Le idee migliori sono sicuramente di Oscar Giannino con il suo Fare per fermare il declino. Non vincerà le elezioni, ma è l'unico che si avvale di economisti (Zingales e Boldrin) di altissimo livello e, soprattutto è l'unico che da quest'estate ha un progetto reale e concreto per diminuire di 100 miliardi la spesa pubblica in 5 anni e per ridurre la tassazione in Italia. In pratica per dare almeno una prospettiva a questo paese.

Purtroppo, i programmi di chi dovrebbe vincere le elezioni, come enunciati, non possono che condurre al disastro. L'unica speranza è che, vista la coalizione poco omogenea, duri poco e faccia pochi danni.
 http://strategieperprosperare.blogspot.it/2013/01/la-politica-economica-italiana-e-un.html

mercoledì 16 gennaio 2013

Italiani, siete idioti a dire si a tasse alte, sacrifici, disoccupazione. Per pagare il loro debito

.

NEW YORK (WSI) - Grillo non dovrebbe avere timore a mandare gente del suo movimento su Sky, sulla TV nazionale e quelle locali a parlare della crisi e dell'austerità.

Per spiegare perchè i "sacrifici" della politica di Austerità sono assurdi non c'è bisogno di discorsi complicati di finanza e debito. Basta semplicemente notare che questi sacrifici richiesti per pagare questo debito in pratica consistono nel NON FAR LAVORARE. Chiedere dei "sacrifici" può essere giusto per risollevare l'economia o anche pagare dei debiti, ma se consistono nel lavorare di più, non lavorare di meno.

Per una famiglia o per chi ha una sua attività "fare sacrifici" lo si intende soprattutto come darsi di più da fare, alzarsi presto, rimboccarsi le maniche e lavorare di più. Per Monti e i suoi mandanti nelle banche e finanza internazionale invece i sacrifici consistono nell'impedire alla gente che vuole lavorare di farlo. In pratica l'austerità di Monti consiste nel dire: per ripagare i debiti bisogna lavorare di meno, aumentare i disoccupati o sottoccupati e lavorare a metà della capacità per un azienda.

Ma la stregoneria della finanza e dei mass media a lei ossequienti, con il suo metodico lavaggio del cervello sul "Debito" e la "Spread" convince la maggioranza ad accettare questo assurdità, che lavorando meno si pagano meglio i debiti. Il contrario di quello che si è sempre fatto e di quello che si fa in famiglia o azienda. Ma l'"Austerità" (venduta come necessaria per "pagare i debiti" dell'Italia...) in pratica significa che alcuni milioni di persone che vanno in ufficio, in negozio o in officina passino delle ore senza fare niente, aspettando che si presenti un cliente o un ordinativo o una commessa o qualcosa da fare. Hai i muratori o tappezzieri che se ne stanno a casa ad aspettare che qualcuno chiami e intanto portano i bambini al parco non avendo niente da fare, hai i licenziati o in cassa integrazione che passano la giornata a guardare la TV o al bar, hai i giovani laureati che stanno in casai con i genitori con i videogiochi a passare il tempo. E ti raccontano che TUTTA QUESTA GENTE DEVE RESTARE OZIOSA PER "PAGARE I DEBITI"!

Che razza di "austerità" e "sacrifici" sono bloccare un economia, per mancanza di denaro che circola, per cui milioni di persone non hanno da lavorare ? E il denaro che non circola e che manca è solo contabilità elettronica, i governi e le banche centrali potrebbero farlo circolare DOMATTINA IN POCHI MINUTI DIGITANDO DEGLI ZERO NEI COMPUTER DELLE Banche (come ha spiegato anche il capo della Banca Centrale americana Bernanke).

Se per finanziarsi emettesse moneta invece di debito, il governo italiano potrebbe ridurre le tasse di 100 miliardi di euro in Italia (facendo apparire i 100 miliardi nella contabilità della Banca Centrale come passività e in quella del Tesoro come attività...) Costo ? Zero, ma con 100 miliardi di euro di tasse rimborsate l'economia ripartirebbe domattina

Perchè non lo fanno allora ? Ma perchè disturberebbe il mercato finanziario dove va tutto bene perchè tutti i bonds e le obbligazioni salgono sempre. Se il governo digitasse degli zero nei computer delle banche centrali e li trasferisse ai conti correnti di milioni di italiani sotto forma di rimborso delle tasse, farebbe circolare di nuovo moneta e poi farebbe lavorare la gente, ma si rischierebbe che i bonds franassero sui mercati.... e questo farebbe perdere miliardi agli investitori finanziari... e se questi perdono si arrabbiano e sconquassano l'euro o il Btp... e se sei un cittadino comune, anche se non hai molti euro e non hai nessun Btp, devi sacrificarti per quelli che ne hanno. Il mondo funziona oggi così.

E' un punto di vista bizzarro questo, visto che non lo leggi su nessun giornale o senti in nessun dibattito TV (e nemmeno è espresso chiaramente dai movimenti di protesta) ? No. E' quello che Keynes ha passato la vita a spiegare (il suo testo fondamentale si chiamava "teoria dell'occupazione e della moneta" tanto per far capire fin dal titolo che senza moneta non c'è occupazione). E' l'approccio che in buona sostanza seguono ora in Inghilterra o Giappone per non parlare degli Stati Uniti (senza contare che è quello con cui l'Italia a fatto il miracolo economico). Sono le stesse considerazioni che fuori dai nostri confinti ad esempio leggi anche stamattina sul principale quotidiano inglese.

Grillo non dovrebbe avere timore a mandare gente su Sky, sulle TV nazionali o locali o alle radio a parlare dell'austerità. Basta allenarsi un attimo a tenere questo discorso.

www.cobraf.it

mercoledì 2 gennaio 2013

L’ ARITMETICA DEL “FISCAL COMPACT” (STRANGOLAMENTO FINANZIARIO)

DI GZ
cobraf.com

Chissà come mai l'america alza le tasse seguendo la Merkel e l'Europa invece che stampare...

Quanto sono le imposte federali in % del PIL oggi in America ? il 18% del PIL. Mica tanto eh..? Con quello che hanno votato oggi al Senato USA portano l'aliquota sopra i 450mila dollari di reddito annuo al 39%.

In Italia l'aliquota al 39% scatta sui 50 mila euro.... e il deficit pubblico è al 2.6% nonostante mazzate fiscali in proporzione 3 volte maggiori che negli USA se fai i conti. Ma sai perchè ? Perchè da noi il PIL nominale HA INCREMENTO ZERO %, circa (-2.5% di PIL reale e +2% di inflazione = -0.5% di incremento del reddito in euro nominale)



L'impatto delle tasse votate ieri in America sarà che le imposte federali arrivano forse al 20% del PIL. In dollari, di circa 250 miliardi e in % del PIL solo un 1.4% lasciando il deficit pubblico al -7.3% del PIL, ma CON UN PIL NOMINALE USA CHE CRESCE DEL 5.5% circa (metà reale e metà inflazione), NON CHE CALA COME IL NOSTRO.

L'economia USA in dollari cresce del 5% l'anno (in termini nominali) mentre la nostra cala dello -0.5% (inclusa l'inflazione!) e questo vuole dire che automaticamente il loro rapporto debito/PIL cala giusto ? Perchè il numeratore (PIL) aumenta del 5.5% in dollari ogni anno circa, siamo d'accordo ?. Per cui anche se il deficit USA cresce del 7-8% annuo buona parte dell'aumento è coperto dall'incremento di reddito nominale.

Noi al contrario con un deficit pubblico del -2.5% annuo, uno dei più bassi del mondo, dato che il reddito nominale è fermo o cala leggermente abbiamo lo stesso impatto sul debito/PIL degli USA, che hanno un deficit che è quasi 4 volte il nostro!

Questo discorso ci consente di capire perchè il Fiscal Compact che Monti, Bersani e anche Berlusconi sostengono sia letale. Come dice l'enciclopedia Treccani online: "Fiscal Compactha un bel suono, per quello che non dà assolutamente l'impressione di contenere la bomba che contiene...."

E in secondo luogo i tassi di interesse reali sul debito pubblico sono NEGATIVI in America, di circa il -1.5%. Da noi i tassi di interesse reali sul debito sono del 2.5%, una differenza del 4% rispetto agli USA

Il Giappone ha un deficit pubblico annuo superiore agli USA, ma tassi di interesse reali positivi, non gode di TASSI DI INTERESSE NEGATIVI come gli USA. per cui ora stampa più moneta allo scopo di far salire l'inflazione al 2% e quindi avere anche lui tassi di rendimento del debito negativi.

PER RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO DEVI PAGARE TASSI DI INTERESSE NEGATIVI, CIOE' INFERIORI ALL'INFLAZIONE in modo che chi ha bonds ci rimetta ogni anno un poco. E' sempre stato così, l'Italia dal 1950 al 1981 ha sempre fatto più o meno così e tutti gli altri paesi. Non puoi remunerare un investimento finanziario privo di rischio come un BOT o Treasury bill con un rendimento superiore all'inflazione. Chi compra titoli di stato senza rischio perchè appunto garantiti dallo stato deve rimetterci ogni anno un 1 o 2% (cioè pagare qualcosa per la sicurezza che offre questo investimento). In questo modo ti assicuri che il debito pubblico non salga in termini reali.

La trappola che sta strangolando l'Italia è che paghiamo sul debito pubblico tassi superiori all'inflazione di 2 o 3 punti % in termini reali. Se tu fai ad esempio un deficit pubblico del 3% annuo e paghi tassi sul debito del -1% annuo funziona, poi basta che l'economia cresca del 2% l'anno e matematicamente il debito/PIL non aumenta.

In Italia Monti e soci fanno il contrario esatto di quello che indica la matematica: hanno creato un PIL che cala del 2 o 3% l'anno a forza di ammazzare di tasse e in più sono schiavi del "mercato" a cui lasciano dettare tassi di interesse reali del 2-3% l'anno. Se sei portato per la matematica e fai la somma noti che in questo modo il debito/PIL aumenta automaticamente del 4-6% l'anno....

ANCHE SE FAI IL PAREGGIO DI BILANCIO. Siamo circondati da imbecilli di destra e di sinistra che vogliono il pareggio di bilancio pubblico e non capiscono l'aritmetica: se lasci che il mercato detti i tassi sul debito pubbloo il mercato si fa remunerare di un 2-3% l'anno. Se fai l'austerità il reddito nominale (reale + inflazione) non aumenta più. Risultato ? ANCHE CON IL PAREGGIO DEL BILANCIO IL DEBITO AUMENTA DEL 5% L'ANNO RISPETTO AL PIL.

Questa semplice aritmetica ancora nessuno l'ha spiegata a Monti...o meglio forse la sa, ma ha altri interessi, in ogni caso il "FISCAL COMPACT" cioè imporre a forza il pareggio di bilancio pubblico in Italia è un cappio che ci strangola perchè ammazza l'economia e fa aumentare lo stesso il debito/PIL ogni anno sempre di più.

E' una follia dal punto di vista aritmetico, dovrebbero dare come compito alle superiori di matematica finanziaria il problema del Fiscal Compact che ho illustrato sopra e gli studenti più intelligenti lo risolverebbero subito nel modo che ho mostrato


GZ
Fonte: www.cobraf.com
2.12.2012